Vere opere d’arte che coinvolgono i sensi in un viaggio attraverso i sapori, anche del tempo passato, senza dimenticare la sperimentazione.
Sono i piatti che il Monun Restaurant propone ai suoi ospiti. Un trionfo di colori e di forme che sono il riflesso dell’armonia della natura, mentre le vette del gusto si raggiungono grazie alla sapiente combinazione degli elementi, in ciascuna delle portate. Ingredienti selezionati con cura e perizia, uno per uno, seguendo la filosofia della genuinità, della tipicità locale, ma anche dell’internazionalità. E lasciando fuori dalla cucina le inutili sofisticazioni.
Dietro la proposta irrinunciabile del Monu Restaurant c’è uno staff di toque blanche giovani e ispirate. A calzare il cappello alto e con le pieghe, quello famoso da cuoco o toque blanche (una volta era la parrucca indossata dai nobili) sono, al Monun Restaurant, giovani creativi che hanno studiato per presentarci il top dell’arte culinaria. Tutti diplomati nei migliori istituti alberghieri, sono in cinque e hanno fatto della loro passione, il loro lavoro.
Il successo vero è questo: riuscire ad individuare il proprio talento, coltivarlo e offrirlo al mondo. I cinque creativi del Monun, giovani tra i 19 e i 30 anni, ci sono riusciti. Sui volti di Alessandro, Doriana, Chiara, Nicolò e Luca (i loro nomi), si legge tutto l’amore che nutrono per il loro lavoro ai fornelli. L’estro e la professionalità che li contraddistingue sono ben espressi anche nel Menu del ristorante.
Per far parte di questo prestigioso staff hanno superato selezioni rigorosissime ed oggi, insieme, rappresentano una formazione vincente, con Alessandro Guarino, lo chef, a fare da capitano. “La materia prima è alla base della nostra cucina - sottolinea - selezioniamo ogni ingrediente considerando le sue caratteristiche organolettiche, la sua provenienza e genuinità. Quindi trasformiamo le materie prime, già ottime, in un’eccellenza non solo per il palato, ma anche per la vista”.
Guarino unisce ad un ottimo curriculum studiorum, l’esperienza maturata all’estero, dove ha appreso anche altri approcci al cibo, altre cotture, condimenti ottenuti attraverso differenti procedimenti. Come nel caso del baccalà, per esempio, un piatto che conosceva già, ma del quale ha scoperto altre potenzialità, in Portogallo. “La migliore fomazione è quella che si acquisisce sul campo - non ha dubbi Doriana, aiuto chef - con il lavoro. Anche gli incontri sono importanti, le persone che ti insegnano a scoprire come affrontare la cucina e il lavoro in team”.
L’armonia tra i giovani cuochi del Monun Restaurant è palpabile ed è senza ombra di dubbio un valore aggiunto, che finisce per rendere i piatti ancora più speciali. Venite a trovarci, lo sperimenterete personalmente.