L’importanza di chiamarsi Monun
L’importanza di chiamarsi Monun
Perfetta corrispondenza tra forma e sostanza

Si scrive Monun e si legge Monun.

Quella che potrebbe sembrare un’ovvietà lampante, è in realtà un messaggio sottile, una promessa mantenuta. Di onestà e autenticità, dell’esistenza di un legame di questo luogo con la storia, mai reciso. Per spiegare, usando un contrasto, quale sia il vero significato del nome dell’hotel boutique, andiamo a scomodare un capolavoro della letteratura mondiale: “L’importanza di chiamarsi Ernesto”, commedia in tre atti di Oscar Wilde.

La traduzione italiana del titolo originale annulla purtroppo l’astuto gioco di parole usato dal suo autore, per richiamare l’attenzione sul tema delle apparenze e su quanto esse possano ingannare.

Tutto giocato sull’ambiguità, quel testo parla di onestà tradita e l’Ernest del titolo non riesce ad essere “earnest”, che in inglese significa “onesto”.
Al contrario di quel che accade in quella commedia, dove nessuno è quel che dice di essere, il nome Monun, sebbene all’apparenza oscuro, non nasconde equivoci. E’ piuttosto la sintesi di una perfetta corrispondenza tra forma e sostanza.

Nasce dall’unione di altri due nomi o parti di essi: le prime tre lettere sono infatti le iniziali del termine MONastero e si intrecciano con le ultime tre, “NUN” che in inglese formano la parola suora.

Il complesso edilizio che ospita l’albergo, con il ristorante e la Spa, si trova nel centro abitato di Grottaglie ed era un tempo una residenza signorile. Ma la sua storia più recente va collegata con quella delle suore Stimmatine che, per oltre un secolo, dal 1886 al 2007, ne occuparono i locali, dedicando la vita agli orfani e all’educazione.

Ecco svelato dunque il mistero di un nome. Il caso, o forse no, vuole che Monun richiami attorno alle sue mura anche altre sfumature di senso: un’assonanza con il latino monumentum allude alla parola monumento.

Con lo stesso vocabolo i romani si riferivano alla memoria. Cos’è un monumento se non un omaggio ad un fatto, ad un’epoca, ad un protagonista della storia?

Se andiamo poi a sfogliare il vocabolario della lingua turca, scopriamo che monun significa momento. Il momento che affonda le sue radici nel passato di questo complesso edilizio costruito nel 1700, adiacente all’antica Porta San Giorgio e al Castello Episcopio, ma anche il momento presente. Forgiato sull’ideale di “bellezza che accoglie” (ben visibile nelle stanze dell’hotel, essenziali ma eleganti), il momento del relax nella Spa, di un’esperienza che chiama a raccolta tutti i sensi (nella Floating Room, per esempio), il momento della condivisione di cibi speciali, nella raffinata sala del ristorante gourmet.

Al Monun, il passato, il presente e il futuro continuano a tenersi per mano, ben custoditi nel suo nome, come nell’intero edificio. Con una facciata invidiabile, con le volte a stella dei suoi ambienti, con la cordialità e la gentilezza autentiche del personale. Come un volta le suore si prendevano cura dei giovani, così oggi qui ci si prende cura del benessere degli ospiti.

Al Monun, essere e apparire non sono e non saranno mai in contraddizione.