In lingua originale – amuse-bouche – è musica per le orecchie e lo è ancora di più per il palato. Il suo nome nasce dalla combinazione di due parole: un verbo (amuse) e un sostantivo (bouche): divertire e bocca. Gli chef francesi, e non solo loro, intrattengono i palati più raffinati proprio con questi bocconcini.
Insomma, l’amuse-bouche è un piccolo stuzzica appetito che solitamente viene servito prima del pasto vero e proprio, oppure tra una portata e l’altra, o ancora per preparare l’ospite alla chiusura della cena (o del pranzo). Un intermezzo delizioso e, al tempo stesso, lo start perfetto di un’esperienza culinaria speciale, oppure il suo suggello. Sicuramente speciali sono le degustazioni del Monun Restaurant. In inglese si potrebbero definire “food and wine tasting event”, perché ogni volta che ci si accomoda alla tavola del ristorante di Palazzo Spinelli è come se si partecipasse ad un piccolo evento.
Certo parlare di evento, in un momento segnato da difficoltà e restrizioni, è davvero complicato. Il vero evento sarebbe poter entrare serenamente in un ristorante, in un bar, in un albergo. Significherebbe non avere più zone rosse, arancioni o gialle. Aver sconfitto il temibile virus che ha sospeso le nostre vite, trasformato i rapporti sociali in nostalgiche connessioni virtuali, causato tanto dolore in tutto il mondo.
Arriveremo alla soluzione, lavorando insieme per il futuro. Nel frattempo, gli ospiti del Monun (coloro cui gli spostamenti sono consentiti, per lavoro o altre comprovate ragioni) hanno accesso anche al Restaurant, al menu e alle degustazioni dello chef, introdotte appunto dagli (o “dalle”, a seconda del sostantivo che si sottintende) amuse-bouche.
Questi bocconcini non devono saziare l’ospite, ma rappresentare una sorta di biglietto da visita dello chef, delle sue tecniche di preparazione, delle sue proposte culinarie, del fil rouge (per restare in Francia) invisibile che unisce le portate del suo menu. Chi è già stato al Monun Restaurant ha avuto il piacere di assaporare qualcuna delle ultime creazioni dello chef e dei suoi assistenti. In particolare, gli amuse-bouche, che probabilmente devono la loro nascita alla nouvelle cuisine, fanno parte di quel rituale che al Monun si chiama degustazione. Si passa da quella vegetariana a quella della tradizione. Da provare anche l’esperienza gourmet definita “Dal mare al Monun”. Sono incluse anche le bevande (impossibile rinunciare a un calice di vino), in queste esperienze gastronomiche che portano in viaggio il palato, attraverso la tradizione pugliese e si allargano a comprendere influenze di altre cucine italiane ed estere.
Si chiama amuse-bouche e si gusta al Monun Restaurant.